Il quadro dei rapporti internazionali
sorto attorno al secondo anno del conflitto vede nella seconda metà del 1945 il
suo definitivo deterioramento. Gli eventi militari cominciano a delineare
l'imminente revisione delle alleanze, così che mentre l'armata tedesca subisce
il suo definitivo annientamento sui tre fronti europei, già si vengono chiarendo
quali sono i veri interessi in gioco da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica.
Non c'è dubbio che un ruolo importante
nel cambiamento dello scenario mondiale lo ebbe il nuovo presidente degli Stati
Uniti, Harry S. Truman, portatore di interessi e tendenze sociali che da anni
covavano un profondo risentimento per i principi ispiratori del riformismo
rooseveltiano del New Deal. E soprattutto per la sua tolleranza verso il
"nemico" per antonomasia: l'URSS.
Ormai è accertato, infatti, che il
Giappone non costituiva più, almeno dall'inizio dell'anno, una seria minaccia
per nessuno; che esso era alla disperata ricerca di uno spiraglio attraverso il
quale uscire con un minimo di onore dalla guerra, e che questo spiraglio gli fu
sistematicamente negato dall'apparato politico-militare statunitense. Lo scopo
del presidente Truman era di impadronirsi del Giappone prima di Stalin, e a
questo fine erano già pronte 10 armi nucleari.
Alla conferenza apertasi a luglio nel
sobborgo berlinese di Potsdam, Truman e Stalin non avevano più nulla da dirsi:
ciascuno dei due perseguiva già piani strategici e politici in netta rotta di
collisione. E Churchill, forse il vero grande stratega di tutta l'immensa
tragedia appena conclusa, era appena stato "licenziato" dai suoi concittadini,
stanchi di guerra e di retorica.
Il conflitto si concluse in Europa l'8
maggio 1945 con la resa incondizionata del Terzo Reich e nell'area del Pacifico
il 15 agosto dello stesso anno con la capitolazione dell'Impero giapponese
(anche se la firma della resa avvenne il 2 settembre) che subì pochi giorni
prima gli unici due bombardamenti atomici della storia.In totale, la seconda
guerra mondiale causò circa 50 milioni di vittime (circa il 2% della popolazione
del pianeta), più di ogni altra guerra.